Stupefacenti-fatto di lieve entità (art.73, comma V, D.P.R. 309/90)

“Ai fini della configurabilità della fattispecie di cui all’articolo 73, comma V, del decreto del Presidente della Repubblica 09 ottobre 1990, n. 309, il giudice è tenuto a valutare, secondo una visione unitaria e globale, tutti gli elementi normativamente indicati, quindi sia quelli concernenti l’azione, sia quelli concernenti all’oggetto materiale del reato. Tra questi anche la condotta del reo successiva al fatto di reato ( nella specie, il perdurante svolgimento della attività illecita pur in costanza di arresti domiciliari) può legittimamente essere valorizzata dal giudice, all’interno della valutazione globale e unitaria del fatto, giacchè tale dato rientra a pieno titolo tra le modalità e circostanze dell’azione, cui fa espresso riferimento il citato comma 5, se e in quanto è in grado di rivelare l’inserimento del reo all’interno di un area commerciale, sia di clienti che di fornitori, significativamente estesa (Cass. pen., Sez. VI; 18 gennaio 2019 n. 2434