Rapina e furto con strappo ( art. 628 e 624 bis, comma 2 c.p.)

“la distinzione tra la rapina ed il furto con strappo risiede nella direzione della violenza esplicata dall’agente: integra il reato di furto con strappo la condotta di violenza immediatamente rivolta verso la cosa e solo in via del tuto indiretta verso la persona che la detiene; ricorre, invece, i delitto di rapina quando la violenza sia stata esercitata per vincere la resistenza della persona offesa. Ciò con la duplice precisazione: che, nella fattispecie di furto con strappo, la violenza si esercita esclusivamente sulla cosa. Anche se, a causa della relazione fisica che intercorre tra la cosa sottratta e la persona che la detiene, può derivare una ripercussione indiretta e involontaria sulla persona; che invece ricorre la rapina allorchè la cosa è particolarmente aderente al corpo del possessore e costui, istintivamente o deliberatamente , contrasta la sottrazione, cosicchè la violenza necessariamente si estende alla persona, in quanto l’0agente non deve superare soltanto la forza di coesione inerente al normale contatto della cosa con  la parte lesa, ma deve vincere la resistenza di questa ( Cass. Pen., Sez. II 18 gennaio 2019 n. 2194).